mercoledì 26 ottobre 2016

Florence Foster Jenkins

Florence Foster Jenkins è sicuramente tra i film più gettonati della Festa del cinema di quest'anno, anche grazie ai blasonati protagonisti, Meryl Streep (presente anche alla kermesse romana) e Hugh Grant, e all'altrettanto famoso regista Stephen Frears. Per quanto mi riguarda, si tratta praticamente di uno dei pochissimi film con grandi nomi che vedo, perché - mi dico - questi film li potrò sempre recuperare al cinema, mentre gli altri certamente non ci arriveranno mai.

Comunque per vedere il film sono alla Mazda Hall (la tensostruttura che viene allestita appositamente per la festa) insieme a G. e C., che hanno scelto questo come loro film del festival. G. mi dice di aver anche guardato online alcuni video della vera Florence Foster Jenkins, mentre io arrivo in sala che nemmeno so che il film è ispirato a una storia vera.

Questo però rende per me il tutto molto più divertente e accattivante. Siamo a New York nel 1944, la guerra non è ancora finita. Florence Foster Jenkins (Meryl Streep) è un'amante della musica, animatrice del Caffè Verdi da lei fondato, nonché mecenate di molti artisti e musicisti dell'epoca, tra cui Arturo Toscanini.

La donna è affiancata in tutto dal suo secondo marito (Hugh Grant), dopo che il primo le aveva lasciato in eredità solo la sifilide.

Fin qui tutto piuttosto interessante, ma normale. Florence Foster Jenkins è però una donna veramente singolare e il regista ce la fa scoprire poco a poco.

Prima di tutto scopriamo che suo marito (un aspirante attore che però a un certo punto ha abbandonato la carriera fors'anche perché non possedeva sufficiente talento), pur stando accanto a Florence con grande amorevolezza in ogni sua necessità, ha anche un'altra compagna da cui torna la sera dopo che Florence è andata a dormire.

In secondo luogo, ben presto scopriamo che Florence non solo ama sostenere la musica, ma anche esserne protagonista; per questo sceglie insieme al marito un pianista che la accompagni durante le sue lezioni di canto, Cosme McMoon (il personaggio più adorabile dell'intero film interpretato da Simon Helberg). Solo che quando cominciano le lezioni di canto risulta evidente a tutti che Florence non sa cantare, anzi è stonata come una campagna.

Il mondo intorno a lei però - in parte per il carisma della donna, in parte per il suo carattere suscettibile, in parte per i suoi soldi da cui dipende la vita di molti - si comporta come se Florence fosse una cantante dotata e le regge il gioco fino a quando la donna decide di incidere un disco e di cantare alla Carnegie Hall.

Quando le sue performance diventano di dominio pubblico accade l'inaspettato, ossia che la gente la adora per il suo coraggio e per il suo cuore, e Florence viene difesa fin sul letto di morte dalle critiche negative grazie anche all'attenzione amorevole del marito.

Il film di Frears è un film divertente e molto ben realizzato, che ci fa conoscere uno dei tanti personaggi minori della storia americana che però vale la pena di riscoprire.

Quella di Florence Foster Jenkins è una storia di devozione, passione e amore, che diverte e intenerisce al contempo, conquistando il pubblico dal primo all'ultimo minuto.

Le ricostruzione della New York degli anni Quaranta, in particolare gli sguardi dall'alto sulle strade newyorkesi con il loro via vai sono una delle cose più belle viste al cinema negli ultimi anni.

Del resto Frears è sempre Frears.


Voto: 3,5/5

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